BLOGTOUR: Autonomous di Annalee Newitz – Allucinazioni o Illustrazioni?

Seconda tappa – 20 Settembre – Illustrazione

Bentornati sul blog. Oggi sono felice di ospitare la tappa incentrata sull’illustrazione, una bella sfida per me che di solito non disegno soggetti meccanici, ma direi che per un primo tentativo non è andato così male. Non voglio anticiparvi nulla quindi dò ufficialmente inizio al  nostro percorso, attraverso la seconda tappa di questo Blogtour dedicato al romanzo di Annalee Newitz, “Autonomous” pubblicato in Italia da Fanucci.
 

Dettagli:

Titolo: Autonomous

Autore: Annalee Newitz

Titolo originale: Autonomous

Editore: Fanucci Editore

Collana: Narrativa

Pagine: 432

Uscita: 26 Ottobre 2017

ISBN: 9788834733868

Prezzo: € 16,00

Trama:

Terra, 2144. Judith ‘Jack’ Chen è una vera e propria scienziata-pirata: la sua base operativa è un sottomarino, la sua missione piratare costosi farmaci e produrne delle alternative a basso costo, accessibili a tutti. Una sorta di Robin Hood in un mondo dominato dalle case farmaceutiche. Eppure, qualcosa è andato storto con la sua ultima partita di Zacuity: coloro che ne hanno fatto uso, sono andati incontro a effetti collaterali imprevisti, ridotti a veri e propri automi costretti ad azioni meccaniche e ripetitive che conducono la mente alla follia. Jack sa che se il farmaco da lei messo a punto si diffondesse, l’umanità intera ne sarebbe minacciata. Sulle tracce della scienziata, una coppia alquanto improbabile al soldo delle case farmaceutiche: Eliasz, un tormentato agente sotto copertura, e il suo fedele partner Paladin, un robot. Sarà nella frenetica ricerca di informazioni sul misterioso e potente farmaco di Jack che Eliasz e Paladin riusciranno a stabilire un legame inaspettato, oltre i confini tracciati dalle loro nature così diverse.

Acquistalo subito: Autonomous (Fanucci Editore)

Focus On – Illustrazione

Passiamo ora alla parte che riguarda il mio lavoro per questa tappa del Blogtour. “Autonomous” è un romanzo fantascientifico, una lettura nuova e diversa rispetto al solito. Ci sono vari elementi validi che hanno attirato la mia attenzione, ma ho deciso di concentrarmi su Paladin, uno dei protagonisti di questa storia.
 

Work in progress: 

«La sabbia si era insinuata sotto il carapace di Paladin, e i suoi attuatori dolevano. […] Paladin usò milioni di righe di codice per mantenere l’equilibrio mentre risaliva scivolando un pendio di fini granelli di sabbia che il vento aveva modellato in una successione di onde. Ogni passo apriva un buco nella duna e lo costringeva a piegarsi all’altezza della vita per mantenere l’equilibrio mentre la sabbia scivolava lungo il suo corpo, creando minuscole cicatrici nella scura lega di carbonio del carapace. […] Scendere era stato facile, ricordava di averlo già fatto in passato, piegando il corpo in una configurazione che gli impediva di surriscaldarsi e allargando gli scudi che aveva sulla schiena finché essi non abbracciavano il vento, per poi atterrare con uno scossone sui suoi ammortizzatori.»

«Il carapace di Paladin piegava la luce fino a farla scivolare al di sotto dello spettro visibile, per cui a occhi umani il suo corpo scuro sulla sommità della duna sarebbe apparso come un miraggio di calore nell’aria, soprattutto da lontano. […] Mentre protendeva una mano, pronto a tirare o a torcere il meccanismo di chiusura, un cecchino nascosto gli strappò il braccio all’altezza della spalla. Quella fu la prima vera agonia della sua vita. Sentì la ferita esplodergli in tutto il torso, seguita da un rovente formicolio di legami molecolari che si disfacevano lungo i contorni bruciati del moncherino. Da quella sofferenza emerse il ricordo dell’inizializzazione del suo sistema operativo, con ogni programma che evocava dal nulla quello successivo. Voleva tornare a quel nulla.
Gli andava bene qualsiasi cosa pur di sfuggire a questo orrore rovente che pareva riversarsi nel suo corpo e al di là di esso. Il suo apparato sensoriale includeva ancora il braccio reciso, che gli trasmetteva il suo status con un segnale a corto raggio. Per farlo tacere avrebbe dovuto uccidere la sua rete perimetrale, ma senza di essa era praticamente indifeso, quindi era costretto a sopportare un tormento che echeggiava fra l’interno e l’esterno del suo corpo. Gettandosi prono sulla sabbia, si servì degli scudi per proteggere i circuiti rimasti, e soprattutto la sua unica parte biologica, annidata in profondità in quel posto dove negli umani si sarebbe potuto trovare un feto.»

ALT! Le sorprese non finiscono qui, tre libri stanno cercando casa.
Ecco le regole da seguire!

Obbligatorie:
– Diventare lettori fissi dei blog partecipanti
– Seguire @carlo.salvato su Instagram
– Commentare tutte le tappe
– Mettere mi piace alla pagina Facebook di Fanucci Editore

Facoltative:
– Condividere le tappe e taggare almeno due persone

Il giveaway inizia il 16/10 e finisce il 24/10

a Rafflecopter giveaway

Non perdetevi le altre tappe del tour!

Lascia un commento
  • Chevy Mayu

    Complimenti per i disegni, sono fatti benissimo. Grazie per questo spezzone su Paladin 😀
    Sto seguendo il blogtour ma non so bene come diventare lettore fisso di questo blog, sono riuscita a mettere segui solo tramite disqus.

    • The Room Tales

      Grazie Chevy! Per quanto riguarda questo blog non ho la possibilità di avere i lettori fissi in quanto altervista non supporta questa funzione. Nel mio caso è sufficiente seguirmi su instagram @carlo.salvato.
      Ecco il link del mio profilo: https://www.instagram.com/carlo.salvato/

      • Chevy Mayu

        Ho capito, grazie per la risposta 😀

        • The Room Tales

          Di nulla, figurati, sono qui anche per questo se serve 😉 Se hai bisogno di altro scrivi senza farti problemi!

  • Crystal Breeze

    Molto Interessante questo spezzone su Paladin e anche il disegno è molto bello, complimenti.

    • The Room Tales

      Grazie mille Crystal!