BLOGTOUR: Il caso della bambina scomparsa di Unni Lindell – Illustrazione

Quarta tappa – 8 Luglio – Illustrazione

Benvenuti sul mio Blog, “The Room Tales“, per chi non mi conoscesse sono Carlo un illustratore/grafico e fotografo freelance!
Chi segue “La Stamberga D’Inchiostro ormai dovrebbe conoscere bene me e le mie illustrazioni.
 
È ora di iniziare il nostro percorso attraverso la quarta tappa di questo Blogtour dedicato al nuovo libro di Unni Lindell, “Il caso della bambina scomparsa” pubblicato in Italia da Newton Compton Editori.

Dettagli:

Titolo: Jeg vet hvor du bor

Autore: Unni Lindell

Editore: Newton Compton Editori

Collana: Thriller

Pagine: 448

ISBN: 9788822706058

Prezzo: € 9,90

Trama:

La piccola Thona è scomparsa all’età di sei anni e non è mai stata ritrovata.

L’ispettrice di polizia Marian Dahle, dopo un periodo di pausa in seguito a un terribile incidente, è ora tornata in servizio e Cato Isaksen le ha chiesto di riaprire l’inchiesta su quel caso mai risolto. Mentre la giovane ispettrice scava nel passato e cerca di trovare nuovi indizi, la polizia di Oslo ritrova i corpi di alcuni uomini rapiti e poi brutalmente torturati. All’apparenza le due indagini sembrano non essere collegate, ma pian piano emerge un quadro inquietante, in cui la stessa Marian è direttamente coinvolta. Gli assassini perseguitano anche lei e vogliono a tutti i costi impedirle di scoprire la verità. Per questo hanno deciso di farle visita proprio a casa…

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Focus On – Illustrazione

Passiamo ora alla parte che riguarda il mio lavoro per questa tappa del Blogtour.
Come ho già sono un illustratore e, in quanto tale, quando recensisco qualcosa su “La Stamberga D’Inchiostro” sono solito accompagnare il libro con una mia illustrazione personale.
 
Anche stavolta ho seguito lo stesso modus operandi e ho deciso di accodarmi agli altri e accompagnare questo Blogtour con una tappa innovativa dedicata all’illustrazione.

Work in progress: 

La sedia era pronta. Lui la chiamava “il trono”. Per le decorazioni aveva usato la tecnica dell’intaglio, ricavando un disegno geometrico sulla superficie lignea dei braccioli e dello schienale con l’affilata lama ricurva del coltello Wayne Barton.

Esisteva una sequenza prestabilita: suo padre, il Diavolo, Dio e tutti coloro che meritavano di soffrire.

La sedia sembrava una di quelle in uso nelle antiche fattorie e non avrebbe potuto essere più appropriata. La seduta era ricoperta di pelle verde chiaro, la stessa che rivestiva il centro dello schienale. L’oggetto metallico appuntito che aveva fissato al centro la trasformava in uno strumento di tortura. Lo aveva avvitato dal basso, perforando il legno, perché vi rimanesse infisso senza spostarsi e fosse possibile conficcarci una persona.

Doveva provocare lo stesso dolore di una violenza esercitata con un grosso attrezzo.

Non perdetevi le altre tappe del tour!

 

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