BLOGTOUR: Le cose che credevamo di sapere di Snaith Mahsuda – Illustrazione

 

Terza tappa – 9 Giugno – Illustrazione

Benvenuti sul mio Blog, “The Room Tales“, per chi non mi conoscesse sono Carlo un illustratore/grafico e fotografo freelance!
Chi segue “La Stamberga D’Inchiostro” ormai dovrebbe conoscere bene me e le mie illustrazioni.
Sono felice di accogliervi ufficialmente su questo mio angolo dedicato alla mia “arte” se così si può definire. 
Dopo questa breve presentazione direi che è proprio ora di iniziare il nostro percorso attraverso la terza tappa di questo Blogtour dedicato al nuovo libro di Snaith Mahsuda, “Le cose che credevamo di sapere” pubblicato in Italia da Corbaccio.

Dettagli:

Titolo: Le cose che credevamo di sapere

Autore: Snaith Mahsuda

Editore: Corbaccio

Collana: Narratori Corbaccio

Pagine: 306

ISBN: 9788867003167

Prezzo: € 16,90

Trama:

Ravine Roy ha diciott’anni e festeggia il suo compleanno a letto, dove si trova ormai da dieci anni. E non ha in programma di alzarsi nel futuro immediato. D’altronde non ha alcun desiderio di affrontare il Grande Mondo di Fuori. «Non vorresti almeno provarci?» domanda sua madre. Ma Ravine non vuole. Non può. Soffre di una sindrome che le causa dei dolori cronici che le impediscono di muoversi. Da un giorno di dieci anni fa. Il giorno in cui tutto è cambiato. Il giorno in cui è scomparsa la sua amica del cuore. La mamma, originaria del Bangladesh, cerca in tutti modi di aiutarla a guarire e le regala un diario per raccontare la sua vita nella speranza che riesaminare gli eventi la aiuti a reagire. Chi era Marianne, com’è diventata amica di Ravine, che cosa è successo veramente, perché è scomparsa? Ripercorrere gli anni dell’infanzia ‒ quando, con Marianne e il fratello di lei Jonathan, Ravine trascorreva giornate serene, fatte di giochi, avventure e confidenze ‒ e confrontarli con il doloroso presente è difficile, ma Ravine, nutrita dai piatti profumati e speziati della madre e dalla sua incrollabile e allegra fiducia, troverà la forza di non mollare e riaffacciarsi alla vita. Costi quel che costi. Le cose che credevamo di sapere è un romanzo d’esordio fresco e intenso, delicato e commovente, che insegna a ricominciare dalle proprie radici. Perché è così che ci riesce Ravine, facendo fiorire il proprio futuro ricordando il tempo in cui lei e Marianne, le due amiche per la pelle, si dicevano: «Cantiamo e travestiamoci. Scriviamo delle storie e inventiamoci un modo per riparare il mondo».

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Focus On – Illustrazione

Passiamo ora alla parte che riguarda il mio lavoro per questa tappa del Blogtour.
Come ho già sono un illustratore e, in quanto tale, quando recensisco qualcosa su “La Stamberga D’Inchiostro” sono solito accompagnare il libro con una mia illustrazione personale.
 
Anche stavolta ho seguito lo stesso modus operandi e ho deciso di accodarmi agli altri e accompagnare questo Blogtour con una tappa innovativa dedicata all’illustrazione.
 
Il dolore e la perdita di un’amica sono il fulcro della vita di Ravine, una ragazza che vede morire la sua migliore amica e ne rimane profondamente traumatizzata. Esprimere il dolore è difficile, disegnarlo anche di più.

Work in progress: 

«Ho ricomposto la storia nella mente come fosse un puzzle, ma unendo i tasselli a forza senza rispettare il disegno.»

 

“Non puoi nasconderti dal mondo per sempre, Ravine.

“Eppure resto stesa qui, sperando di poterlo fare.”

Non perdetevi le altre tappe del blogtour!

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